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grafici a cascata 2, la vendetta del conto economico

Lo avevo promesso ed ecco la seconda puntata.
Il titolo è arzigogolato perché ho ricevuto un cazziatone: dai titoli non si capisce il contenuto. A me sembrava simpatico ma mi si dice che oggi la gente non ha tempo da perdere.

In effetti che quelli che io chiamo grafici a cascata si chiamino davvero grafici a cascata nel mondo degli statistici è dubbio: di sicuro lo è in quello dei consulenti e qui mi appoggio sull’autorità del grande Terzaghi. Lui però usa le macro e io mi sono dato il vincolo di non usarle (perché mettersi a fare a botte con giganti del VBA, in esercizio da anni?) e onestamente mi sembra che la mia soluzione sia decorosa.

Tra l’altro suggerisco sempre ai miei allievi di non perdere tempo e spazio per nascondere la matrice di appoggio: metteteci sopra il grafico!

Dunque. Avevamo creato il nostro primo grafico a cascata. Il tema era quello tipico aziendale: la rappresentazione grafica del Conto Economico.
Fino ad ora avevamo un Conto Economico semplice semplice,. soprattutto senza saldi intermedi, i famosi Margini. A volte penso (non è vero, lo penso sempre) che ci sia un eccessivo innamoramento per i margini, ho visto recente un report di controllo di gestione con 50 voci + 5 sottototali + 13 margini intermedi. Ma a volte servono davvero.
Ecco il nostro esempio con un margine solo ma importante. La prima colonna è la solita solo con l’aggiunta del margine. Quello che cambia è la seconda: “bianche” che va modificata inserendo un nuovo inizio.

Iniziava in D3 così =MIN(SOMMA(B$2:B2);SOMMA(B$2:B3)) e dava 91 come valore
Ora ricomincia in D11 con =MIN(SOMMA(B$10:B10);SOMMA(B$10:B11)) e il valore è 9,5.
Il grafico dopo i consueti trattamenti di bellezza è questo

Adesso rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo il tema delle perdite.
Purtroppo dobbbiamo prendere tutto quanto fatto finora e buttralo via. Si cambia tutto. Quindi chi deve lavorare intensamente su questo tema tanto vale che affronti il nuovo metodo, se ne faccia una ragione e dopo un po’ vedrà che poi non è così drammatico.

Cominciamo con i dati e la nuova tabella base

La colonna A sono i valori, la colonna B sono gli estremi e fin qui non c’è niente di nuovo. Quello che cambia è che ora abbiamo solo due colonne, Alto e Basso.
La formula della prima cella di Alto (siamo in D3) è =SOMMA($B$2:B2)
La formula della prima cella di Basso (siamo in E3) è =SOMMA($B$2:B3)

A questo punto il grafico è un banale grafico lineare, con tre serie:

Adesso attivo la prima serie, Estremi, tasto destro/cambia tipo di tipo di grafico serie/istogramma.
E una è fatta. Adesso metto in moto una delle funzioni meno note del grafico lineare.

Lo ammetto: mi ero sempre domandato cosa ci potevo fare con questo comando.

Ottengo questo semilavorato, che già vi fa capire dove si va a parare.

Però! Se penso che lo ottenevo con intrichi di SE nidificati …

Adesso la strada è tutta in discesa: formatto le righe come assenti, formatto colore e larghezza delle barre (ahi, ahi, non si fa in excel2007, ma se lo crei con una versione precedente, te lo mantiene, misteri Microsoft, evidentemente non hanno eliminato la funzione, si sono dimenticati di attivarla).

Mica male! Mi batto le mani da solo, toh!

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