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piramidi e urne cinerarie

Questa è un’appendice al piccolo saggio sulla struttura per età degli italiani che ho inserito in slideshare: Giovinezza, giovinezza

Le modalità classica per rappresentare una popolazione è quella della piramide d’età: copioincollo da wikipedia

La piramide delle età (o della popolazione) è una rappresentazione grafica usata nella statistica demografica per descrivere la distribuzione per età di una popolazione. Solitamente si tratta di due istogrammi disposti simmetricamente attorno all’asse verticale che rappresenta le età (o, più comunemente, le classi di età comprendenti intervalli di 5 anni). In ascissa è indicato l’ammontare della popolazione per ciascuna classe di età (in unità o in percentuale sul totale) e viene riprodotta una volta nel senso ordinario (crescente verso destra) e una volta nel senso opposto (crescente verso sinistra), in modo da distinguere i due sessi. Dalla forma di una piramide delle età si può dedurre la storia demografica di oltre mezzo secolo (circa 70-90 anni) di una popolazione e l’andamento demografico a cui sta tendendo:

  • forma prettamente piramidale: popolazione in crescita;
  • piramide tendente a un rettangolo: crescita nulla;
  • piramide tendente a un trapezio: decremento.

forme teoriche di piramide d'età - fonte wikipedia

E’ un grafico che mi ha sempre affascinato.

Perché è un tipico esempio Tuftiano: tanti dati impaccati in modo da cogliere sia una forma generale significativa, sia una possibilità di lettura visiva dei dettagli.

Una benedetta fonte di questi grafici è l’International data base del census bureau statunitense (ogni volta che ci vado maledico gli inventori delle interfacce utente dell’ISTAT, ma meritano più che una parentesi).

Ecco due esempi estremi: si nota il motivo per cui da “piramide” si passa a “urna cineraria” quando abbiamo un paese di evcchi, privo di rinnovo.

fonte US census bureau

 

fonte US census bureau

 

Personalmente trovo che gli stacchi fra le classi si potevano ottenere in modo più efficace attraverso una griglia sottile piuttosto che con lo spazio bianco,  in modo da evitare un effetto ottico dispersivo, ma altrimenti è un grafico ottimo e abbondante: il passaggio tra popolazioni giovani e in crescita e popolazioni statiche e in declino è ben raccontato e non a caso si tratta di un grafico che resiste impavido da decenni.

 

Una variazione sul tema è giustamente segnalata da Andrea Zedda su Statistica NING,  sito fratello maggiore del mio,  che mostra e commenta un bel grafico ONU sull’evoluzione della popolazione

fonte: via Statistica NING

 

 

Passiamo all’Italia

In effetti il grafico standard della situazione al 2009 è questo.

numero di italiani per anno di età e sesso, 2009

così

Però, mi sembra, questa modalità non permette di apprezzare alcuni fenomeni importanti che lo specialista vede a colpo d’occhio ma non il distratto profano.

Adesso il profano guarda il grafico e cerca di pensare se vede qualcosa di importante

Ecco  la mia versione

Quello che si vede bene, adesso è che l’Italia è un paese di singles, ma femmine e anziane …

I maschi sono, come sempre, la maggioranza fra i bambini ma il problema degli anziani è un problema di anziane (i maschi levano il disturbo sette anni prima).

Potevo fare un grafico lineare orizzontale? NO, excel come al solito se lo è dimenticato anche nell’ultima versione.

 

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