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Posts Tagged ‘serie storica’

grafici e elezioni siciliane – grafici e FIAT

Due notizie del Corriere della Sera di oggi: le elezioni siciliane e la trimestrale fiat.
Fra di loro c’entrano come cozze e cotiche ma forse non è vero, dicono entrambe qualcosa su questo paese e mi sembra esemplifichino bene che un grafico possa essere utile, non solo per descrivere.

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glicemia e debito pubblico

29 settembre 2012 Nessun commento

Salgo su una bilancia e questa segna 50kg: io ci rimango nettamente sorpreso. Riprovo e se il valore non cambia vado di corsa a controllare su un’altra bilancia e (penso, visto che non mi è mai capitato)  mi preoccupo molto ma molto seriamente e telefono subito al dottore.
A proposito di dottori, la settimana scorsa ho fatto vedere a uno specialista i risultati dell’esame del sangue di mia madre e in mezzo agli altri valori ce n’era uno, che a me non diceva niente, ma che a lui ha inquietato parecchio ma parecchio e mi ha fatto tirare fuori tutta la sua storia clinica.
Tranquilli: anche stamattina io continuo a pesare 90 chili e mia madre sembra che stia sorpassando i suoi 90 anni senza particolari preoccupazioni.
Se in autostrada mia moglie vede il tachimetro che segna 131 km/ora mi costringe subito a rallentare.
Se io vedo l’estratto conto del conto di casa ed è negativo di 500euro divento subito una bestia ecc. ecc.

Ognuno di noi usa dei “numeri”, delle misure che per quanto anonime possano sembrare ad altri gli fanno scattare comportamenti anche molto drastici.

Anche in azienda è lo stesso: in ogni ambito lavorativo se certi indici raggiungono certi valori immediatamente tutta l’organizzazione reagisce come Walker Texas Ranger quando vede un sospetto tirar fuori la pistola. Azione azione azione. Facce scure, riorganizzazioni, piani di emergenza.
Faccio l’esempio dei supermercati: se un certo mese la produttività di un certo supermercato xy scende sotto certi  valori si può star sicuri che il direttore è convocato di corsa e che una squadra parte da sede per verificare.

Insomma ci sono numeri, misure di fenomeni che ci riguardano direttamente, che ci fanno schizzare, altri che sono puri numeri, roba che riguarda altri e che per noi sono un ron ron che si stempera nel rumore di fondo del quotidiano.
E, a volte, non afferriamo che invece riguardano anche noi.

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serie storiche a intervalli irregolari

Senza pretesa di intervenire sulla questione prendo spunto dalla vicenda dell’ILVA e in particolare da un grafico del solito Corrierone. Ovviamente mi fido dei dati ma il grafico apre una questione vecchia ma che a quanto pare non si risolve.

Insomma abbiamo un grafico che mostra un andamento continuo (sta usando la linea) fra cinque dati. Ma, come spesso avviene gli intervalli non sono uguali! La distanza fra 2007 e 1999 è identica all’intervallo fra 2011 e 2010.
Cartellino giallo o rosso?

 

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come evidenziare le variazioni in una serie storica e la funzione SE

La funzione SE è una delle funzioni più potenti di excel: usata con garbo può produrre meraviglie. Questa è una delle applicazioni più semplici.
A volte abbiamo una serie storica e ci può far comodo evidenziare quando i valori sono in crescita o in calo.
In realtà questo è un caso particolare in cui possiamo usare il meccanismo illustrato ma nella mia esperienza è il più comune e se afferrate la meccanica potete personalizzarlo a piacere.

Userò come esmpio, tanto per intristirci i dati delle entrate tributarie delle Stato. Sono dati mensili e pubblicati dalla Banca D’Italia. Qui è il riferimento dell’ultimo Bollettino.
La serie che uso va dal gennaio 2007 a giugno 2012, ho convertito i valori in miliardi di euro per comodità di esposizione, i valori del 2012 sono provvisori; a causa delle procedure della contabilità pubblica il mese di riferimento non è quello in cui i soldi sono concretamente versati dal contribuente ma in questo contesto non ci interessano (ovviamente Monti ha a disposizione dati nettamente migliori, ma il concetto è comunque che stiamo guardando alcune fra le grandezze chiave per un governante).
Sono quindi 66 dati. Ecco il grafico

mmmmh, non è che sia molto leggibile per un profano. La stagionalità agisce con un rumore di fondo molto intenso.

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da numero a informazione

Il 5 maggio 2012 il Corrierone mi esibisce un graficone.

Corriere della Sera, 5/5/2012, Roberto Bagnoli, la controriforma degli statali

Dici: non ci capisco niente: è in bianco/nero. E io dico: ci hai ragione, ma ho perso il ritaglio, il Corriere (come tutti i quotidiani, sottolineo) elimina i grafici quando fai ricerca nei loro archivi on line (tanto sono solo disegnini, quello che conta è il testo).  Posso solo usare la copia della benemerita “Rassegna stampa della camera dei deputati” che ancora ritaglia e fotocopia ed è accessibile a tutti gli umani che sanno della sua esistenza (pubblicità progresso).
Parentesi metodologica. Una volta che si comincia a decidere cosa si tiene e cosa si butta poi si rischia di farsi prendere la mano e di tentare di riscrivere la storia come si faceva (e si fa) nei paesi totalitari. Un esempio di censura a posteriori, buffo se non fosse malinconico, è raccontato qui e qui .

Bon, eravamo al grafico. Ok ora l’ho trovato, ma lascio tutto il ragionamento precedente.

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storie

23 maggio 2012 1 commento

A chi non piace una bella storia?
Esistono dei cuori di pietra che, se comincio
In principio Dio creò il cielo e la terra.  Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
E Dio disse: …
poi non vogliono sapere come va a finire, anche se l’hanno già sentita 10 volte?
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a me impressiona parecchio (grafico del mese 2)

1 aprile 2012 1 commento

Non ho voglia di lavorare. Quindi copio e incollo. Ci deve pur essere una parola in inglese con l’aspetto lussuoso che nobiliti questa antica attività.
Perlomeno cito la fonte. E’ uno dei blog dell’Harvard Business Review che controllo più fruttuosamente.

L’argomento è, noiosamente, la crisi. Anzi come sempre si dovrebbe, la contestualizzazione della crisi attuale.
Fosse mai che, facendo confronti sensati, dai dati non emerga qualche cosa di non solamente descrittivo.
Nel grafico si confrontano le ultime recessioni: durata e impatto sull’occupazione.

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Fiat/Chrysler o Chrysler/Fiat?

25 febbraio 2012 Nessun commento

Grande intervista di Mucchetti a Marchionne sul Corrierone, quasi commovente quando Marchionne evoca “la scelta di Sophie” fosse mai, per assurdo, che si dovesse procedere alla chiusura di qualche stabilimento italiano. Ipotesi virilmente tenuta lontano perché Fiat/Chrysler è azienda italiana di proprietà italiana comandata da un italiano ecc. ecc.

Sull’argomento mi sono permesso di spendere un po’ della mia credibilità nel corso dell’ultimo anno, quindi credo che valga la pena di proporre l’aggiornamento del mio famoso grafico con le vendite TAM delle due marche. Triste dirlo in questo caso, ma anche in questo caso il TAM è una tecnica di previsione a breve proprio interessante.

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variazioni progressive e tendenziali

L’articolo precedente finiva senza una pars construens vera e propria. Facile fare i saccenti, ma prima o poi bisogna sporcarsi le mani.
Torniamo al tema: avevamo due serie di dati: variazioni mese su mese precedente, variazioni tendenziali, sullo stesso mese anno precedente.
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ma te dimmi

Si chiama serendipity ed è una delle poche cose sicure della vita.
Guardavo un ritaglio di qualche mese fa, pochi mesi ma sembra il pleistocene.
Desolato come allora, leggo rileggo e riscrivo in grassetto le affermazioni del ministro (ministro) dello Sviluppo economico (le maiuscole sono del Corriere). Diceva Paolo Romani su Fukushima:
… evento unico e irripetibile
accaduto in Giappone,
fatto assolutamente eccezionale
che da noi mai potrebbe verificarsi …

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il grafico mostra chiaramente …

Un interessante  post sull’effetto in borsa delle dimissioni di Berlusconi, poi smentite: la borsa è prima salita , poi è calata di circa 1,5 punti.

Un grafico dell’indice MIB mostra il fenomeno.

 

 

 

La fonte citata è Yahoo! Finanza e questo rassicura, anche se non c’è l’indirizzo.

Molto opportunamente il post continua suggerendo di andare a vedere l’andamento di due titoli specifici: Mondadori e Mediaset. E sottolinea che, nel loro caso, l’effetto è stato contrario: la smentita delle dimissioni ha provocato un aumento.

I grafici li guardi e dici: giustissimo, è vero.
Poi leggi il secondo commento e dici: ma che scemo non me ne ero proprio accorto …
e concludi pensando:  contestualizzare, ragazzi, contestualizzare sempre.

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Marchionne e le medie mobili

Tempo fa ci siamo dedicati alle serie storiche, in particolare a quelle lunghe e con i dati molto “sporchi” per stagionalità e casualità, dove è difficile “vedere” un andamento. Magari lo si estrae con un’analisi specifica (tipo anche l’interpolata di excel) ma ci vuole un po’ di pratica e un po’ di tecnica.
Proponevo una tecnica che ha una sua dose di efficacia quando il mondo è comunque disponibile a farsi addomesticare (ci sono tecniche statistiche in grado di ottenere qualsiasi cosa, basta avere la forza di volontà e turarsi il naso sui settaggi, ma qui parliamo solo di cose semplici semplici).
La tecnica serve un po’ a salvarsi anche dai comunicati stampa pieni di numeri e e volte un po’ reticenti.

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un po’ di ottimismo

Tuuutti al mare … tanto in qualche modo ce la caveremo…
Poi apro gli rss e trovo un grafico che è già invecchiato, nel senso che la situazione è peggiorata.

Da un blog del Financial Times che evidentemente ha i soldi per accedere a Reuters.

andamento della pergentuale totale dei disoccupati sulla forza lavoro e della quota di disoccupati che lo sono da molto tempo (più di 27 settimane)

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un grafico e poche parole

Ormai lo sanno tutti, la privacy non esiste più. Mentre i seals stavano ancora soffiando via il fumo dalle canne delle pistole già c’era un tizio che tweettava lamentandosi del rumore di tutti ‘sti elicotteri; per ora mancano i filmati con i telefonini delle teste di cuoio che si riprendono mentre si danno il cinque con il rude sergente, ma basta aspettare (speriamo di risparmiarci i dettagli dell’autopsia).

D’altra parte sembra ormai vero davvero che Obama ha seguito in diretta collegato alla telecamera fissata sull’elmetto di un commando. Ma una bestemmia in santa pace ormai mai più?

Intanto non possiamo non goderci lo stupendo grafico emesso da twitter in tempo ovviamente, quasi reale.

Semplice semplice, storico

numero di tweets al secondo

risorse

Una delle migliori riviste americane è the Atlantic, e fra i suoi punti di forza le rubriche fisse.

Fra queste quella di Daniel Indiviglio che tratta di economia.

Ogni tanto inserisce la “chart of the day“, il grafico del giorno, spesso e volentieri molto interessanti. Questa è l’ultima: l’andamento del rapporto risparmio delle famiglie/consumi delle famiglie. Al momento della crisi il rapporto, in calo regolare da 25 anni era vicino allo zero.

 

chart of the day, 30 aprile 2011